7 gennaio 2013

Disturbi pervasivi dello sviluppo


Secondo appuntamento.

Gli altri post li potete leggere qui:

La diversità
La dislessia 



Oggi incontriamo Maris, autrice del blog Cara Lilli a proposito dei disturbi pervasivi dello sviluppo di cui sua figlia, Monella, è affetta.

Prima di tutto vorrei presentarvi Maris e lo faccio condividendo una frase che lei stessa ha scritto sul suo blog e che mi ha colpito:

....ho avuto la lucidità di vedere il suo problema e di vederlo precocemente (prima dei due anni); perché non mi nascondo dietro un dito e guardo in faccia la realtà...
(dal post "Perdonare me stessa")


Non tutti i genitori sono disposti a guardare in faccia la realtà, non tutti i genitori l'affrontano. Ci vuole molto coraggio. Ci vuole molta forza....e a mio avviso...ci vuole anche tanto amore.
Non tutti i genitori sono disposti a condividere la propria esperienza, forse per paura, forse per vergogna, forse per seppellire le proprie emozioni...forse...

Quindi, avete capito chi è Maris???!!!  



Che cosa è il disturbo pervasivo dello sviluppo?

In realtà si parla di Disturbi pervasivi dello sviluppo, al plurale, perché in questa definizione rientrano diversi tipologie di disturbi neuropsichiatrici infantili. Infatti, riprendendo ciò che è scritto sul Dizionario di Medicina Treccani, per Disturbo Pervasivo dello Sviluppo si intende "Ogni malattia neuropsichiatrica infantile caratterizzata da contemporanea compromissione (anche se di differente gravità, a seconda dei casi) di diverse aree dello sviluppo: capacità di interazione sociale, capacità di comunicazione, interessi e attività. Fanno parte dei d. p. dello s.: l’autismo, la sindrome di Rett, la malattia di Asperger, il disturbo disintegrativo dell’infanzia (regressione marcata delle relazioni interpersonali dopo almeno due anni di sviluppo apparentemente normale), e il disturbo generalizzato dello sviluppo non altrimenti specificato. Fra queste, le malattie di Rett e di Asperger sono dovute ad anomalie cromosomiche. Questi disturbi si evidenziano di solito nei primi anni di vita e sono accompagnati da un certo grado di ritardo mentale."
Il disturbo della Monella rientra nello spettro autistico.

E' un disturbo recuperabile/sanabile?


La recuperabilità/sanabilità dipende dal grado di gravità e di compromissione delle aree dello sviluppo. Io logicamente vorrei credere che tutto possa sanarsi completamente, ma mi è stato spiegato dai medici che da adulto un soggetto affetto da questo disturbo avrà comunque in misura minore o maggiore delle difficoltà nelle aree "colpite".  Se però si parte con una diagnosi precoce e il grado di gravità non è alto (come per fortuna nel caso della Monella) sicuramente si può lavorare tanto e si può sperare in risultati più che discreti per l'autonomia e la stabilità emotiva della persona.


Monella ha 5 anni giusto? Come e quando lo avete individuato? Siete stati voi, il pediatra o gli operatori scolastici a percepire un disturbo?

La Monella ha compiuto 5 anni lo scorso 31 agosto. Il disturbo lo abbiamo individuato inizialmente noi genitori quando aveva circa 21 mesi e presentava assenza totale di linguaggio, stereotipie gestuali, tendenza all'isolamento, uso non finalizzato dei giochi (direi anzi, incapacità di organizzare un qualsiasi gioco), difficoltà di socializzazione, reazioni spropositate (crisi di pianto, agitazione) di fronte a novità di qualsiasi genere o a luoghi sconosciuti o a confusione e così via. Questi campanelli d'allarme ci hanno spinto a farla visitare da un neuropsichiatra e da lì è cominciato l'iter diagnostico, secondo un modulo standard in presenza di sospetto autismo.

Monella sta raggiungendo grandi traguardi, ogni giorno di più. Ma come si affronta? Quali sono i passi da fare?


La Monella soprattutto nell'ultimo anno ha fatto effettivamente grandi passi in avanti (tipo lo sblocco del linguaggio, lo spannolinamento, l'aumento del grado di tollerabilità delle frustrazioni, così come l'aumento della capacità di relazionarsi con gli altri, la riduzione dei gesti stereotipati). Abbiamo affrontato il percorso terapeutico (psicomotricità e logopedia) consapevoli che era fondamentale cercare di dare continuità a queste terapie e cercare di adottare anche a casa in ogni modo possibile lo stesso modo di comportarci con lei che viene indicato dalle terapiste e dallo staff medico del Centro di Riabilitazione Neuromotoria dove viene seguita. I passi da fare sono appunto di fare una visita neuropsichiatrica innanzitutto e poi seguire l'iter diagnostico e poi terapeutico.
Cosa comporta per una famiglia questo disturbo? Quali sono le difficoltà maggiori?

Per noi ha comportato un adeguamento alle necessità (e in qualche modo ai limiti) della Monella, specie quando era più piccola. Non potevamo frequentare luoghi molto affollati, non potevamo lasciarla con facilità a qualcuno anche per breve tempo (come i nonni o gli zii) perché non era affatto semplice gestirla. Crescendo è molto migliorata da questo punto di vista, adesso più che altro la difficoltà è cercare di stimolarla a fare cose nuove, ad affrontare anche piccole esperienze che prima rifiutava, aiutarla a non  isolarsi e a cadere nelle stereotipie che pur essendo diminuite sono ancora presenti. 


C'è comprensione da parte degli altri genitori?


In genere si, o almeno così sembra. Cioè, a volte mi sorge il dubbio che ci sia un pizzico di superficialità, con frasi fatte, dette tanto per dire, che non rappresentano la vera comprensione del problema.  Ma sono contenta che nell'ambiente scolastico della Monella (frequenta il terzo anno della scuola dell'infanzia) abbiamo riscontrato molta attenzione a tutto ciò che la riguarda, da parte delle maestre si, ma anche da parte delle mamme dei suoi compagni: davvero le vogliono tutte bene, la coccolano, spingono i loro figli ad aiutarla e a coinvolgerla. E infatti, i compagnetti della Monella la adorano, la cercano, le sono molto di aiuto.

La Monella ha un fratello. Quanti anni ha? Lui capisce le difficoltà della sorella? Come si pone nei suoi confronti?

Il Monello di casa ha appena compiuto 2 anni. Non credo comprenda le difficoltà della sorella, ma una cosa è certa: è geloso di lei! Cioè, se mi vede che la abbraccio o la coccolo, allora lui arriva e si mette tra di noi, proprio fisicamente, per essere a sua volta abbracciato da me. Poi a volte vuole toglierle di mano un gioco o una cosa da mangiare per prenderlo lui, ma questo è piuttosto normale tra fratelli e non c'entra nulla col disturbo della Monella, credo :-) e allora ben venga la normalità!

E i tuoi sentimenti di mamma?


I miei sentimenti di mamma sono variegati: vanno dalla preoccupazione per il futuro, alla certezza che comunque stiamo sulla strada giusta, dalla gioia grande davanti ad una conquista, alla delusione davanti a episodi negativi, passando per qualche crisi dovuta ad un senso di inadeguatezza, che però poi supero grazie proprio all'amore sconfinato per la mia bambina e al suo amore per me, che mi dimostra spesso e volentieri fortunatamente.

Come si aiuta un figlio con un disturbo pervasivo dello sviluppo?


La pazienza è una dote necessaria in questi casi, insieme alla forza di volontà. E poi ci si fa guidare come dicevo prima dalle indicazioni degli specialisti, perché l'amore da solo non basta (anche se è alla base di tutto, come è ovvio) e serve sapere come approcciare i differenti problemi che il disturbo comporta.

Immagino ti sia documentata, informata riguardo a questo disturbo e come affrontarlo. C'è  qualche libro che vuoi consigliare? Qualche associazione?


Devo essere sincera, non ho letto libri specifici, né faccio parte di qualche associazione. Però mi sono informata molto su internet, otre che tramite lo staff che segue la Monella.  Siti che ho consultato sono Autismo online  ed Emergenza Autismo .

Ho letto molti post in cui si percepisce chiaramente che è un percorso difficile, dove spesso racconti i successi raggiunti ma altrettanto spesso si legge tra le righe anche le difficoltà vissute per raggiungerli. C'è molta unione tra te e tuo marito (e anche questo si capisce chiaramente!!!). Credi che anche questo sia un fattore determinante per i progressi di Monella?


Le difficoltà, così come le soddisfazioni per i successi raggiunti, sono cose che vivo sempre in sintonia con mio marito, è vero.  E anche tutto ciò che la vita ci presenta, anche al di là dei problemi della Monella. E meno male che è così! Rispondendo alla tua domanda infatti dico: si, credo che questo sia uno dei fattori determinanti per la serenità della Monella e di conseguenza per favorire i suoi progressi.

Che consigli vuoi dare ai genitori che si dovessero trovare nella tua situazione? Consigli sia verso il figlio/a che come coppia


Non ci sono consigli miracolosi, ma certamente secondo me conta moltissimo porsi in modo positivo e propositivo verso il figlio/a e non fargli pesare la sua condizione, evitare di trattarlo troppo come se fosse un "malato", cercare cioè di farlo vivere nella normalità, nei limiti del possibile, facendolo sentire come gli altri bambini, nel bene e nel male. Allo stesso tempo però ho imparato che bisogna anche rispettare i suoi tempi, senza forzarlo eccessivamente, anche se a noi genitori può pesare questa situazione di incertezza e di attesa. E' tutta una questione di equilibrio, direi. Spronare, ma saper aspettare.
E così nel rapporto di coppia ci vuole il giusto equilibrio: dare importanza al problema, viverlo insieme, ma non lasciare che sia il fulcro del rapporto, perchè l'amore e l'armonia tra uomo e donna in quanto coppia e non solo in quanto genitori, deve essere sempre in primo piano. Se si sfalda quello, anche tutto ciò che si vuole fare di buono per il proprio figlio perde valore e forza.

 E agli altri?


Agli altri, cioè se ho ben capito agli amici o ai conoscenti, non saprei...forse solo posso dire che è bene essere veri e spontanei con bambini con questo disturbo, perchè loro capiscono subito di chi si possono "fidare" (almeno la Monella è così...molto intuitiva, sente "a pelle" l'affinità con le persone) ed è bene sostenere i genitori di questi bambini con semplicità, adeguandosi alle loro esigenze di famiglia un po' "speciale".

 Io mamma del web cosa posso fare?Stai già facendo qualcosa di buono, con questo spazio dedicato alla diversità. Parlarne, informare, diffondere una mentalità di accoglienza, di integrazione è una cosa più che positiva!


*****


Se volete approfondire l'argomento leggete il blog di Maris. 
Vi è un post che mi ha colpito in maniera particolare:


E' ricco di emozioni. Emozioni di una mamma che a volte è sopraffatta dalle difficoltà ma che non molla e non deve farlo, visti i risultati che giorno dopo giorno arrivano. Emozioni di una persona sensibile, emozioni umane, emozioni sincere di una mamma che ammette che a volte si è "vergognata"....e pensare che io mi vergogno quando mio figlio mi risponde male in pubblico o mangia non composto.....
Emozioni che arrivano dritte al cuore...

Beh io a questa mamma voglio dire che Si, sei la fortuna di tua figlia (e di tuo figlio) ....e, per come e quanto ti conosco, non hai nulla da perdonarti....


Moonlitgirl



18 commenti:

  1. A prescindere che io adoro Maris, attraverso questo post l'ho conosciuta meglio e ti ringrazio. La capisco appieno, mio figlio ha la sdd e come altre sindromi alle quali hai accennato, intacca lo sviluppo neuropsichiatrico. La miglior cura per questi bambini è il grande amore familiare nel quale dovranno vivere, con percorsi guidati come diceva maris volti anche adinnalzare la loro autostima. La riabilitazione precoce è una grande cosa quando viene individuato il deficit. Perquanto riguarda il racontarsi è sintomo di grande intelligenza, la condivisione e il confrontarsi sono ricchezze enormi. Maris ti sento ancora più vicina di prima perchè son esattamente ciò che provi dalle paure per il futuro, alla frustrazione di fare forse poco (sbagliando fra l'altro) a quest'amore così unico e incommisurabile!

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    1. si perhè no! Oltre al mio blog anche un tuo post mi aiuterebbe a sfatare qualche vecchio mitoo luogo comune sulla sdd. Ne sarei lieta

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  2. Grazie Antonella per aver condiviso brevemente la tua esperienza. Se ti fa piacere possiamo dedicare un post a te e alla tua esperienza. Sono convinta che il confronto sia importantissimo e che l'esperienza di ciascuna mamma possa essere di aiuto, di conforto, di sprone e perché no anche di ispirazione per qualsiasi mamma!!

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  3. Eccomi! Sono qui a ringraziarti ancora Moonlight per l'opportunità che mi hai dato di parlare di cose così delicate e importanti. E anche per dirti che mi hai commosso col tuo affetto e la tua stima verso di me (come ti accennavo già via mail oggi pomeriggio).
    Un abbraccio forte e speriamo che quest'intervista sia di aiuto pur in minima parte a qualcuno che vive la stessa situazione o che ha a che fare con persone che la vivono.

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    1. Ma lo sai che solo adesso mi rendo conto di aver sempre sbaglaito a scrivere il tuo nickname? Scusa!
      Ho appena scritto un post veloce sul mio blog dove rimando a quest'intervista, spero non ti dispiaccia.
      Un bacio ancora, buonanotte carissima...MOONLITGIRL :-)

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    2. aNCHE IOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO L'HO SBAGLIATO! mARIS TI HO LASCIATO UN COMMENTO SU QUEL POST!

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    3. @Maris grazie a te!!!!
      Non vi preoccupate per aver sbagliato il mio nickname.....l'importante e' che 'ci conosciamo'!!!!!

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  4. Moonlitgirl, complimenti, questa rubrica è bellissima. "Diversamente uguali" è il mio motto, un modo per spezzare le catene che si formano attorno ai bambini che non stanno proprio nella media perfetta a cui spesso ci sentiamo costretti ad appartenere.
    Maris è una donna davvero forte e sta facendo un lavoro fantastico con i suoi monelli, certamente verrà ripagata da un mare di soddisfazioni.

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    1. Marzia grazie mille!!!! Spero che questa rubrica ci faccia riflettere a tutti....sotto tanti punti di vista!!!!

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  5. Mi sono permessa di citare questa intervista in un mio post, se non ti dispiace.
    Un abbraccio

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    1. Dispiacermi?? Assolutamente no!!! Vengo a leggerti

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  6. Ciao Moonlitgirl, sono una nuova follower e arrvo dal blog di Maris....bellissima la tua iniziativa e la appoggio in pieno! Anche se sono un pò dall'altro lato del tavolo in quanto terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, da quando sono diventata mamma tutta la mia professione ha acquisito una nuova luce e il mio punto di vista non è più quello distaccato di un operatore ma di una mamma che cerca di aiutare un'altra mamma.
    Leggerò volentieri ancora altri tuoi post sull'argomento!
    Lena (Alta priorità)

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    1. Ciao e benvenuta!!!! Sono contenta che ti piaccia la rubrica e sentiti libera di partecipare quando vuoi....il tuo punto di vista può essere interessante ed utilissimo
      Grazie !!!

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  7. Cara Moonlitgirl
    ho letto e gustato ogni parola di questa bella intervista. Conosco Maris, e apprezzo molto la lucidità e la sincerità del suo raccontarsi.
    Questa rubrica mi piace molto e vedo nei commenti tante amiche, che so avere nel cuore questi argomenti.
    Ti seguo ;)

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    1. Grazie!!! Mi fanno molto piacere le tue parole!!!!

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  8. Arrivo solo ora, e ho recuperato tutte le "puntate precedenti". Che bella questa rubrica, complimenti.
    e su Maris, beh, lo sappiamo tutti quanto è speciale. :)

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  9. se è possibile avrei bisogno di parlare con questa mamma, la ringrazio in anticipo della disponibilità che spero mi potrà dare, aspetto con ansia una risposta. cordiali saluti

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  10. Ciao Valentina, se vai sul blog di Maris (trovi il link ad inizio articolo cliccando su "cara Lilli") le puoi inviare un messaggio. Spero di esserti stata utile. A presto

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Grazie!!! Il tuo passaggio sulla Luna è stato registrato!!!

Moonlitgirl